Patologie Trattate

  • Ernia del disco: fuoriuscita, dalla sua sede naturale, del nucleo polposo contenuto all'interno del disco intervertebrale.
  • Radicolopatie: compressione dei nervi nella spina dorsale che può causare dolore, intorpidimento, formicoli, debolezza lungo il decorso del nervo. Fattori di rischio per la radicolopatia sono caratterizzati da carichi eccessivi o frequenti sulla colonna vertebrale. Le più comuni sono:
    • Cervico-brachialgia, sintomatologia che origina dal collo e si irradia verso le dita della mano, seguendo il decorso del plesso brachiale, ovvero i nervi che collegano il midollo spinale al braccio.
    • Sciatalgia, insieme di sintomi che originano dalla radice nervosa di una vertebra lombare o sacrale e si presentano lungo tutto il decorso del nervo sciatico fino al piede con conseguenti dolori localizzabili lungo il suo decorso (gluteo, regione posteriore della coscia, parte anteriore o posteriore della gamba, calcagno, alluce, pianta e parte esterna del piede a seconda che sia colpita principalmente la radice L5, S1 o entrambe).
    • Cruralgia, sintomatologia che si estende dalla colonna vertebrale lombare per tutto il decorso del nervo crurale. I sintomi si avvertono a livello lombare, nella regione inguinale, a livello dell’anca e nella parte anteriore-interna della coscia fino al ginocchio.
  • Cervicalgia: condizone dolorosa a livello della regione del collo
  • Lombalgia: condizione dolorosa a livello della regione lombare.
  • Dorsalgia: condizione di dolore nella regione dorsale.
  • Sacralgia: Dolore localizzato nella regione sacrale, di qualunque origine. Costituisce una forma particolare di lombalgia.
  • Coccigodinia: sindrome dolorosa che interessa il bacino e nello specifico l’area intorno al coccige. Parto, traumi, lesioni da sforzo e sovrappeso tra le cause.
  • Coxalgie: sindromi dolorose dell’anca.
  • Gonalgie: sindromi dolorose del ginocchio.
  • Scoliosi: anomalia della colonna vertebrale, che presenta una deviazione laterale associata a rotazione anomala di alcuni corpi vertebrali.
  • Parestesie: disturbo della sensibilità consistente in una sensazione di intorpidimento, formicolio, bruciore o dolore spesso localizzata ad un’area cutanea ben delimitata. Costituisce un sintomo che può manifestarsi in molte affezioni, in rapporto a disturbi di circolo, a lesioni nervose di natura infiammatoria, degenerativa, traumatica, o anche come espressione di disturbi psiconevrotici.
  • Esiti di colpo di frusta, evento traumatico che interessa il rachide cervicale. Nella maggior parte dei casi insorge in seguito ad una brusco movimento del capo che supera i limiti fisiologici di escursione articolare. Cause più comuni: traumi sportivi, tamponamenti automobilistici.
  • Eterometria degli arti inferiori: differenza di lunghezza dei segmenti ossei degli arti inferiori (femore, tibia).
  • Falsa eterometria degli arti inferiori: differenza di lunghezza degli arti inferiori dovuta a squilibri muscolari e viscerali che causano rotazioni/torsioni del bacino, anca, ginocchio, piede.
  • Tallonite o talalgia plantare: patologia infiammatoria dolorosa e persistente al tallone o retropiede.
  • Sindrome del tunnel carpale: compressione del nervo mediano a livello del polso. È la più comune neuropatia da intrappolamento.
  • Sindrome di De Quervain: processo infiammatorio a carico della guaina sinoviale dei tendini del pollice (abduttore lungo ed estensore breve).
  • Morbo di Dupuytren: Affezione della mano, che consiste nella flessione permanente e progressiva di uno o più dita. Generalmente inizia dal 4° dito e si estende al 5° e al 3°. È dovuta alla retrazione e all’indurimento dell’aponeurosi palmare superficiale.
  • Epicondilite: infiammazione dei tendini dei muscoli dell’avambraccio (estensori del polso, delle dita, supinatori) al loro punto di inserzione sull'epicondilo omerale. È provocata da una sollecitazione eccessiva di questa inserzione e da microtraumi ripetuti.
  • Epitrocleite: infiammazione dell’epitroclea dell’omero. Si verifica per traumi o per infiammazione dei tendini dei muscoli pronatori dell’avambraccio, flessori del polso e delle dita.
  • Rizartrosi: degenerazione dell’articolazione trapezio-metacarpale del primo dito della mano.
  • Dito a scatto o tenosinovite stenosante dei tendini flessori: infiammazione dei tendini flessori di un dito che si manifesta con la formazione di un nodulo tendineo doloroso alla base del dito interessato. Caratteristica è lo scatto durante il movimento di flessione e di estensione del dito, dovuto alla difficoltà meccanica del nodulo a scorrere al di sotto della puleggia basale. 
  • Ricostruzioni chirurgiche: Legamenti Crociati, Tendine di Achille, Cuffia dei Rotatori.
  • Frattura: lesione ossea che consiste in una soluzione di continuo completa o incompleta con o senza spostamento dei frammenti che ne residuano. Regioni più colpite: colonna vertebrale, spalla, gomito, polso, mano, bacino, anca, ginocchio, caviglia, piede.
  • Artrosi: fenomeno degenerativo della cartilagine articolare e dell’apparato capsulo-legamentoso delle articolazioni. Colpisce tutte le articolazioni ma principalmente quelle soggette a maggior carico. Numerose le cause tra cui traumi, sovrappeso, età.

    • Cervicale
    • Spalla
    • Coxoartrosi
    • Gonartrosi

  • Protesi: sostituzione parziale (endoprotesi) o completa (artroprotesi) di un’articolazione con una protesi, che riproduce anatomicamente, e soprattutto funzionalmente, l’articolazione danneggiata. Indicata quando è compromessa in modo grave e definitivo la funzionalità di un’articolazione necessaria per l’autonomia e il lavoro del paziente. Tra le più colpite: anca, ginocchio, spalla.

  • Lesioni muscolo-scheletriche:

    • Tendinite: infiammazione dei tendini, che può essere isolata o, più frequentemente, coinvolgere la guaina tendinea (tenosinovite); si manifesta con dolore e limitazione dei movimenti dell'articolazione o del segmento di arto interessato. Il sovraccarico è una causa frequente di tale patologia.
    • Periartrite scapolo-omerale: patologia causata da un processo degenerativo e infiammatorio dei tessuti in prossimità delle articolazioni della spalla. Tale termine indica un gruppo di patologie diverse e dolorose, la più comune e frequente è l’infiammazione dei tendini che formano la cuffia dei rotatori, a seguire l’infiammazione della capsula e della borsa sottodeltoidea.
    • Rottura cuffia dei rotatori della spalla: rottura parziale o totale di uno o più tendini dei muscoli sovraspinato, infraspinato, piccolo rotondo e sottoscapolare.
    • Borsite: infiammazione della borsa sierosa di un articolazione. Le localizzazioni più frequenti sono la spalla, il gomito, il ginocchio. Si manifesta con gonfiore, dolore, arrossamento e riduzione della motilità. Tra le cause: stimoli meccanici ripetuti, traumi, infezioni.
    • Distorsione: lesione traumatica delle strutture capsulari e legamentose di un’articolazione. Normalmente vengono indicati 3 gradi di lesione: primo (lieve), secondo (moderato), terzo (grave). Sono provocate in genere da traumi indiretti, i quali agiscono determinando un’escursione articolare eccessiva, oltre i limiti fisiologici, oppure diretta in piani diversi da quelli in cui si svolge il movimento normale.
    • Contrattura: contrazione involontaria, più o meno durevole, di uno o più gruppi muscolari, dovuta a ipertonia muscolare.
    • Stiramento o elongazione muscolare: è una lesione di media entità che altera il normale tono muscolare. In una scala di ipotetica gravità si colloca tra la semplice contrattura (aumento involontario e permanente del tono muscolare) e lo strappo (rottura delle fibre muscolari). Lo stiramento è piuttosto frequente in ambito sportivo ed è causato dall'eccessivo allungamento subito dalle fibre muscolari. Può verificarsi in situazioni diverse per cause diverse. Tra le più frequenti:

      • mancanza di riscaldamento generale e specifico
      • preparazione fisica non idonea
      • movimenti bruschi e violenti
      • problemi articolari
      • squilibri posturali e muscolari
      • mancanza di coordinazione
      • condizioni ambientali avverse
      • microtraumi ripetuti
      • abbigliamento e calzature non idonei
      • recupero insufficiente dopo un precedente sforzo atletico.

    • Strappo muscolare: Rottura di un certo numero di fibre di un muscolo in seguito a trauma provocato da uno sforzo eccessivo o da un movimento brusco.
    • Pubalgia o sindrome retto-adduttoria: tendinopatia inserzionale di natura infiammatoria che interessa quei muscoli ad inserzione pubica, principalmente muscoli addominali e adduttori. Colpisce principalmente gli sportivi. Cause principali: microtraumi ripetuti, sovraccarico funzionale, squilibrio muscolare.

  • Problemi circolatori e congestioni venose agli arti superiori e inferiori: rallentamento o arresto della circolazione sanguigna o linfatica in un tessuto, organo o distretto, con ristagno di sangue o di linfa per ostacolato deflusso.
  • Stasi linfatica: conseguenza della occlusione di importanti collettori della linfa, o di gran parte dei vasi linfatici di un determinato distretto  quando infatti sono interessati vasi di calibro modesto si possono formare circoli collaterali che consentono il deflusso della linfa. Solitamente sono conseguenza di fenomeni di natura compressiva (per esempio neoplasie) o esiti di interventi chirurgici in cui è stata praticata per esempio un’estesa exeresi linfonodale o il clampaggio di grossi tronchi linfatici. Come conseguenza si ha un edema (linfedema) della regione interessata, in casi più rari si sviluppa elefantiasi (aumento della quantità del tessuto connettivo con accrescimento di volume e deformazione).